(Tratto da una storia vera, vissuta negli ultimi mesi)

 

“Ciao Carlo, sono B… come stai?”

Inizia così la telefonata di un IT Manager appena arrivato in una grande azienda produttiva, con uno stabilimento in Italia da oltre 100.000 mq e una seconda sede all’estero.

Dopo pochi minuti arriva il punto centrale della chiamata:

“Avrei esigenza di fare un inventario della rete
perché mi manca la documentazione.”

Una richiesta apparentemente semplice.
Ma che, in realtà, racconta un problema molto più diffuso di quanto si pensi.


Quando la rete cresce senza una visione completa

Il nostro reparto tecnico avvia una prima analisi software dell’infrastruttura.

Il risultato?

✅ oltre 485 dispositivi di rete identificati
✅ più di 33 switch distribuiti nell’infrastruttura

A questo punto parte il sopralluogo fisico per individuare gli apparati e ricostruire la struttura reale della rete.

Ed è qui che emerge il vero scenario.

Abbiamo trovato switch installati in capannoni affittati a terzi, armadi a libero accesso, dorsali che attraversavano più armadi con collegamenti misti fibra e rame realizzati nel tempo senza una logica strutturata.

Sono stati inoltre identificati oltre 28 PC obsoleti o fuori standard.

E questi sono solo alcuni esempi.


Il vero problema non era la tecnologia

Ho partecipato personalmente al sopralluogo.

E ogni volta che vivo situazioni simili arrivo sempre alla stessa conclusione:
molte aziende non hanno una reale consapevolezza della propria infrastruttura IT.

Non sanno con precisione:

  • come è strutturata la rete
  • dove passano i collegamenti critici
  • quali apparati sono ancora attivi
  • quali dispositivi rappresentano un rischio
  • dove sia realmente possibile implementare una segmentazione efficace o una protezione “est-ovest”

La sicurezza non inizia dal firewall

Spesso si pensa alla sicurezza informatica solo nel momento dell’emergenza:
⚙️ quando la produzione si ferma,
⚠️ quando il CED viene compromesso,
📦 quando non si riesce più a spedire materiale o ad accedere ai sistemi.

Altre volte si vorrebbe investire in cybersecurity, ma manca una base solida da cui partire.

Perché la verità è semplice:
non si può proteggere ciò che non si conosce.

La sicurezza non inizia dal firewall.
Non inizia dall’antivirus.
Non inizia dalla compliance.

Inizia dalla consapevolezza.

Dalla conoscenza reale, fisica e logica, della propria rete.


Conoscere per proteggere

Mappare la rete significa:
✅ identificare criticità nascoste
✅ ridurre i rischi operativi
✅ migliorare continuità operativa e controllo
✅ pianificare investimenti IT in modo concreto
✅ costruire una strategia di sicurezza realmente efficace

Perché la cybersecurity non dovrebbe essere un intervento occasionale legato all’emergenza.
Dov’essere un percorso continuo di conoscenza, gestione e miglioramento dell’infrastruttura.

In Newsoft Technology SRL accompagniamo le aziende nell’analisi, nella mappatura e nella gestione delle reti aziendali, trasformando infrastrutture stratificate nel tempo in sistemi più controllati, documentati e sicuri.