Per molte organizzazioni soggette alla NIS2, ottobre 2026 rappresenta un passaggio importante nel percorso di adeguamento alla nuova normativa europea sulla cybersicurezza.

Il D.Lgs. 138/2024, che ha recepito in Italia la Direttiva NIS2, non richiede infatti soltanto maggiore attenzione alla sicurezza informatica: introduce precise responsabilità e misure organizzative e tecniche per la gestione del rischio cyber.

Per i soggetti inseriti nell’elenco NIS nel 2025, le misure di sicurezza di base devono essere adottate entro 18 mesi dalla comunicazione di inserimento ricevuta da ACN.

Per molte realtà, quindi, la scadenza cade proprio nel corso di ottobre 2026.

Fonte ufficiale: https://www.acn.gov.it/portale/nis?

NIS2: non basta avere antivirus e firewall

Uno degli aspetti più importanti della NIS2 è il cambio di prospettiva.

La cybersecurity non viene più considerata soltanto un problema tecnico da affidare al reparto IT, ma un elemento che coinvolge l’intera organizzazione e i suoi processi.

Significa conoscere i propri sistemi, individuare i rischi, proteggere gli accessi, mantenere aggiornate le infrastrutture e soprattutto essere preparati a reagire quando qualcosa non funziona.

Tra gli ambiti da considerare rientrano, ad esempio:

  • gestione e analisi del rischio;
  • sicurezza delle reti e dei sistemi informativi;
  • gestione degli accessi e delle identità;
  • autenticazione a più fattori;
  • backup e procedure di ripristino;
  • continuità operativa e disaster recovery;
  • gestione e notifica degli incidenti;
  • sicurezza della supply chain;
  • gestione delle vulnerabilità;
  • formazione e consapevolezza del personale.
L’obiettivo non è semplicemente evitare un attacco, ma costruire un’infrastruttura capace di prevenirlo, rilevarlo, contenerlo e ripartire rapidamente.

Backup, MFA, firewall: la tecnologia deve diventare un sistema

Avere singoli strumenti di sicurezza non significa necessariamente avere un’infrastruttura sicura.

Un backup, per esempio, è realmente efficace quando è protetto, verificato e quando esiste una procedura che consenta di ripristinare i dati.

Allo stesso modo, un firewall deve essere correttamente configurato e aggiornato, mentre gli account devono essere protetti attraverso sistemi adeguati di autenticazione e controllo degli accessi.

La NIS2 spinge quindi le organizzazioni verso una gestione più strutturata della cybersecurity, nella quale persone, procedure e tecnologie lavorano insieme.

Il primo passo? Capire da dove si parte

Adeguarsi alla NIS2 non significa necessariamente sostituire tutta l’infrastruttura informatica.

Significa innanzitutto capire cosa è già adeguatamente protetto e dove esistono invece delle vulnerabilità.

Una verifica dell’infrastruttura permette di analizzare lo stato di reti, sistemi, backup, accessi, sicurezza perimetrale e procedure di continuità operativa, individuando gli interventi realmente necessari.

Newsoft Technology: un unico interlocutore per la sicurezza IT

Newsoft Technology affianca aziende ed enti nella progettazione e gestione di infrastrutture informatiche sicure, integrando networking, cybersecurity, backup, protezione degli endpoint e continuità operativa.

L’obiettivo è trasformare gli adempimenti richiesti dalla NIS2 in un’occasione per rendere l’infrastruttura IT più sicura, controllabile e resiliente nel tempo.

 

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